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La vergine di cera

La vergine di cera

Horror, di Roger Corman, Stati Uniti, 1963.
Il tenente Duvalier (Jack Nicholson), un soldato francese, perde i contatti con la sua unità ed è costretto a vagare da solo vicino al Mar Baltico. Mentre è alla ricerca del suo reggimento, scorge Helene (Sandra Knight), una misteriosa bellezza, camminare da sola. Incantato, Duvalier inizia a seguirla, ma lei svanisce. In seguito la raggiunge e la segue in un castello, dove incontra il bizzarro barone Von Leppe (Boris Karloff), trova segni di stregoneria e scopre la scioccante verità su Helene. Realizzato a basso costo nel giro di pochi giorni da Roger Corman sfruttando scenografie già usate e il contratto ancora attivo con Karloff (aveva finito il film precedente in anticipo), la vergine di cera ha anche alcune sequenze girate da giovani registi che lavoravano alla factory di Corman che sarebbero diventi filmmakers di grande talento: Francis Ford Coppola, Monte Hellman. Le scene finali furono invece girate da Jack Nicholson e Jack Hill.

Spunto di riflessione
Tutte le religioni, con termini diversi, raccontano dell'esistenza dei "maghi neri" in grado di prendere il controllo di un corpo all'insaputa del proprietario. I maghi neri utilizzano i propri poteri per fini egoistici, per vendetta e altri scopi malefici. Il fenomeno è descritto in vari testi in modo piuttosto scientifico: avviene staccando il ponte eterico, che collega il corpo fisico dell'individuo con i corpi superiori, agganciandovi il proprio. Un meccanismo simile a quello che avviene nell'ipnosi e nell'anestesia totale. Il soggetto però deve essere attaccabile: la sua volontà deve essere fragile, il suo stile di vita ed il suo equilibrio devono essere precari. Se non ci sono queste condizioni il mago nero non può prendere il suo possesso.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

La vergine di cera