Giovanni Alighieri, del fu Dante

Giovanni Alighieri, del fu Dante

Dramma, di Paolo Pasquini ed Enzo Aronica, con Massimo Popolizio, Italia, 2021.
Il protagonista dell'opera inglese è un anziano, che in occasione del suo ultimo compleanno decide di ascoltare i nastri magnetici che ha registrato negli anni: la voce che ascolta è quella di un giovane ancora fiducioso nella vita. Una primissima teoria sulla presenza di un terzo figlio di Dante, insieme al popolare Pietro oltre che a Jacopo, risale al 1921, anno del sesto centenario della morte del Poeta. A causa dell'improvvisa morte del ricercatore, la sua esplorazione ha però visto la luce solo nel 2016, con la rivista del Nuovo Codice Diplomatico Dantesco. Riguardo Giovanni solo due sono i documenti che ne attestano l’esistenza, ma quanto ad Antonia si è a lungo creduto che questa coincidesse con la figura di Suor Beatrice, resa celebre da un incontro con Boccaccio: Alessandro Barbero, nel suo ultimo lavoro Dante, dimostra però l’impossibilità di un cambio di nome dopo aver preso i voti, in quanto tale usanza non era frequentata all’epoca. Accanto a questa preziosa osservazione si stagliano altre considerazioni biografiche, le quali hanno reso plausibile l’ipotesi che Antonia e Beatrice fossero appunto due figlie distinte di Dante. Da tre figli, dunque – Pietro, Jacopo e Antonia – si arriverebbe a cinque: Giovanni, Pietro, Jacopo, Antonia e Beatrice.

Resta nell'ambito della ricerca e dello studio lo spettacolo Giovanni Alighieri, del fu Dante: in esso si utilizzano strumenti dell'epoca come il registratore e consigli per l'opera teatrale Krapp's Last Tape di Samuel Beckett. Giovanni Alighieri, del fu Dante è un lavoro che nasce come spettacolo teatrale, per dialogare con un pubblico online e come discussione specifica oltre che implicita di cui il teatro può astenersi dal fare a meno. Parliamo di un lavoro che ha saputo adattarsi a un mezzo nuovo per il teatro, impostogli dalla situazione di emergenza sanitaria, e che ha finito per rivelarsi come se l'audiovisivo fosse sempre stata la sua vera propria dimensione. La notevole musica composta da Marco Schiavoni e i dipinti italiani di artisti come Bicchi, Diotti, Cassioli, Monti, Previati e anche Scaramuzza - proiettati sui vecchi libri della Sala dei Venti, luogo delle riprese dello spettacolo, mettono in scena un ambiente surreale, spesso unico e denso, che compensa l'assenza della dimensione teatrale. Massimo Popolizio, protagonista dello spettacolo, interpreta lo studioso del Poeta, il cui obiettivo è far rivivere Giovanni, il primogenito di Dante e Gemma Donati, che per secoli è rimasto nell'oscurità; è in realtà a Giovanni che lo studioso rivela le sue idee e supposizioni, al punto da instaurare con lui un tipo di interazione a volte anche affettuosa.

Giovanni Alighieri, del fu Dante