Casa occupata

Casa occupata

Dramma, mistero, di Federico Mattioni, Italia, 2021.
Una grande stanza, un pianista solitario, una misteriosa presenza e il mondo fuori, entro strade solitarie, attorno a una piscina, lungo un fiume, sempre lei, ancora lei.
Vacui ricordi di una storia d’amore. Un assiduo gioco di specchi attende l’uomo, quando a bussare alla sua porta sarà una strana donna fin troppo somigliante all’anima che dimora nella sua casa. Poche dense scene scandiscono il tempo, un tempo racchiuso nel tempio del sogno, nell’arco di circa 77 ore magicamente sospese tra illusione e verità, secondo una cifra stilistica costantemente in bilico tra reale e surreale.

Un’opera poetica dalla struttura linearmente intellegibile che si rifà all’immaginario dei film gotico-romantici, della vita oltre la morte e dell’amore oltre ogni concreto ostacolo al vivere, con al centro il suo indissolubile mistero e la caducità dell’amore terreno, il senso di appartenenza alla propria dimora e il desiderio di evadere dagli attanaglianti ricordi del passato che ti legano ancora al presente, alla tua dimora, ai tuoi spazi, e che non ti permettono di evolvere più di tanto, perché qualcosa è rimasto in sospeso con quel passato e con quel tenero amore. Un giallo sentimentale costruito come una palpitante ballata d’amore, tra situazioni oscure e abbaglianti lampi di luce. Un gioco di specchi dove il tema del doppio, da metà film, scombina le coordinate emotive in gioco.

LINGUA: italiano
SOTTOTITOLI: inglese

Casa occupata